AVANGUARDIA FUTURISTA A TAORMINA
IN MOSTRA 70 OPERE UNICHE

Fino al 14 giugno le opere degli artisti di spicco del futurismo italiano saranno in mostra a Taormina

Fino al 14 giugno l’Ex Chiesa del Carmine di Taormina ospiterà “Il Futuro Sopravvenuto”, la prestigiosa mostra sull’Avanguardia Futurista con 70 opere uniche degli artisti Giacomo Balla, Gino Severini, Umberto Boccioni, Luigi Russolo, Romolo Romani, Carlo Erba, Arnaldo Ginna, Carlo Carrà, Leonardo Dudreville, Mario Sironi, Arturo Ciacielli, Roberto Marcello Baldessari, Farfa, Ivo Pannaggi, Virgilio Marchi, Julius Evola, Enrico Prampolini, Fortunato Depero, Francesco Cangiullo, Benedetta, Fillia, Gerardo Dottori, Giulio D’Anna, Tullio Crali, Bruno Munari, Anton Giulio Bragaglia, Arturo Bragaglia, Alfredo Gauro Ambrosi, Tato, Elia Vottero, Angelo Rognoni, Riccardo Ricas, Domenico Belli.

La mostra dal titolo “Il Futuro sopravvenuto – Arte-azione, comunicazione e post-umano nel Futurismo”, curata da Giancarlo Carpi e Giuseppe Stagnitta in collaborazione con Serena Dell’Aira, patrocinata dal Comune di Taormina e voluta fortemente dall’Assessore alla Cultura Mario D’Agostino, espone 70 opere molto importanti della collezione Futur-Ism, dalla Collezione Ventura, dalla Collezione Trust Aletta e Fondazione Cirulli, alcune delle quali esposte nelle mostre storiche organizzate dal movimento futurista in grandi rassegne internazionali dell’epoca, come la Biennale di Venezia del 1930 e, dopo lo scioglimento del movimento nel 1944, in alcuni tra i più prestigiosi musei del mondo, come il Centre Pompidou e il Musée d’Orsay di Parigi o il Guggenheim Museum di New York.

L’importante “Complesso plastico colorato di frastuono + Velocità” di Giacomo Balla, opera riprodotta anche nel Manifesto “ricostruzione dell’universo” del 1915 costituisce il nucleo principale della mostra. Verranno esposti manifesti, prime edizioni firmate del manifesto futuristi di Marinetti, abiti futuristi e un’installazione sonora con l’intona rumori di Russolo, nella cripta dell’ex chiesa, collana “Futurismo, antologia di rumori futuri” di Antonio Latanza e Daniele Lombardi.

La mostra prende spunto dall’idea che il mondo tecnologico e telematico in cui siamo immersi ci obbliga ad avere un rapporto e una familiarità con l’“altro” tecnologico che i futuristi avevano intuito problematicamente nella loro sperimentazione. Dunque la mostra non vuole ripercorrere storiograficamente l’intera storia del futurismo (1909-1944), ma far vivere al pubblico quanto di positivo può darci proprio oggi. Le opere scelte e un allestimento di forte impatto spettacolare e intermediale evidenziano nella dialettica tra i media espressivi e nella “negazione attiva” di un io confuso con la realtà brutale, la macchina o la merce l’attualità di quella estetica e le sue potenzialità liberatorie. Liberazione, in particolare, da ogni identità professionale o creativa che si irrigidisca al punto da sacrificare la creatività stessa. L’importante “Complesso plastico colorato di “frastuono + Velocità” di Giacomo Balla, opera riprodotta anche nel Manifesto “ricostruzione dell’universo” del 1915, per la sua indefinibile collocazione tra scultura e pittura costituisce il nucleo di un allestimento che, a sua volta vuole essere percepito come “opera d’arte totale”.

L’allestimento si snoda per quattro “momenti” espositivi articolati per contrasto. La prima sala dell’esposizione presenta le origini divisioniste e simboliste della pittura futurista. Segue una sala dedicata ai disegni dei primi pittori futuristi. In contrasto cromatico con quest’ultima, l’esposizione nella sala principale si sviluppa circolarmente con quadri, sculture, fotografie e manifesti e abiti accostati secondo i tre principi dello slittamento tra media espressivi, della dialettica tra meccanizzazione dell’uomo e personificazione della macchina e della confusione/superamento della distinzione tra arti alte e basse. Il quarto momento espositivo propone un’installazione sonora con l’intona rumori di Russolo, nella cripta dell’ex chiesa, collana “Futurismo, antologia di rumori futuri” di Antonio Latanza.

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