DA GUIZZI NOSTALGICI AD ECHI FUTURISTI
LA MODA ONIRICA DI MARCO DE VINCENZO

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Il designer rielabora i pezzi passepartout del guardaroba femminile, attualizzandoli e imprimendovi la propria impronta per la collezione Autunno/Inverno 2017-2018

In bilico tra presente e futuro, la collezione Autunno/Inverno 2017-2018 di Marco De Vincenzo attinge a suggestioni timeless: una prova di maturità per lo stilista messinese, che si cimenta in un’inversione di rotta rispetto al passato. Da sempre proiettata in un futuro onirico, l’estetica di De Vincenzo si arricchisce ora di inedite citazioni vintage, nostalgici echi di un passato remoto che si conferma fonte di ispirazione evergreen, per una femminilità classica. Il designer rielabora i pezzi passepartout del guardaroba femminile, attualizzandoli e imprimendovi la propria impronta: uno stile altamente riconoscibile, quello di De Vincenzo, personalità eclettica che vanta una carriera in inarrestabile ascesa nel fashion system contemporaneo.

In un sincretismo stilistico altamente sperimentale confluiscono ispirazioni bon ton, prese a prestito dall’armadio della nonna, e tocchi ladylike, per una borghese ante litteram, avvolta in cappottini impreziositi da frange ed echi surrealisti. L’eclettismo tanto caro allo stilista si snoda in territori nuovi, in cui convivono scenari futuristi e allegorie tese a rappresentare la moda contemporanea. De Vincenzo sfoglia l’album dei ricordi, rivisitando il glamour del passato con la consueta ironia: ecco che le perle e i faux fur coat rivivono in una collezione che sembra riflettere sul futuro della moda. Domina la collezione un glamour vissuto nelle rassicuranti mura domestiche, smitizzato attraverso contaminazioni sagaci, tra tocchi preppy ed atmosfere alla Space oddity.

Anarchico e ribelle, De Vincenzo rifiuta qualsiasi definizione, forte della propria personalità: lo stilista messinese si rifugia in una dimensione atemporale, in cui domina un’estetica multiforme. Non mera fuga dalla realtà quanto piuttosto esplorazione dei valori vigenti in un’epoca ormai tramontata, che vengono analizzati e scomposti con occhio critico. Largo a stampe iridescenti e decorazioni 3D, che si alternano a frange in PVC: i capispalla in tartan sono impreziositi da tocchi in ecopelliccia su cui fanno capolino stampe raffiguranti galassie e cieli stellati.

Non mancano abitini plissé e vestaglie classiche, accanto a camicie dal piglio romantico e gonne al ginocchio: trionfo di tartan all over, tra grembiuli da scolaretta e note sartoriali. Il focus è sui dettagli, a partire dai gioielli: accanto al filo di perle tripudio di plexiglass e plastica. Per le scarpe, immancabili i bordi in pelliccia. L’uomo veste con tute dalle suggestioni workwear e coat in ecopelliccia e sfoggia sandali in velluto da indossare con i calzini. Eccentrica ed autoironica, la donna De Vincenzo sfoggia accenni animalier e gonne a tubo, maglioncini in lurex e grafismi distopici, guizzi glitterati e contrasti, in uno stile che punta alla congiuntura di elementi apparentemente inconciliabili. Un impulso creativo nuovo anima lo stilista, che riesce nel suo ambizioso progetto, gettando le basi di un’estetica nuova, proiettata nel futuro.

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