Sicilia e champagne? Perché no! Moët & Chandon sceglie i sapori dell’isola

A dimostrarlo un evento che si è appena svolto a Milano e ha visto protagonisti i due Grand Vintage 2009 Moët & Chandon e la cucina del giovane chef Federico La Paglia

Quello tra champagne e Sicilia è un accostamento sicuramente insolito, magari ardito, ma sicuramente vincente. A dimostrarlo un evento che si è appena svolto a Milano e ha visto protagonisti i due Grand Vintage 2009 Moët & Chandon e la cucina del giovane chef Federico La Paglia. La Paglia è patron del Sikélaia, un nuovo locale milanese che propone i sapori dell’isola.

Federico La Paglia, chef rivelazione dell’anno

Federico La Paglia è cresciuto tra i fornelli di Villa Isabella, a Caltanissetta. A doli 28 anni, nel 2017, si è aggiudicato il premio “Sorpresa dell’anno” assegnato dalla Distilleria Bonaventura Maschio, durante l’undicesima edizione di Identità Golose. Lo chef sa raccontare i sapori della Sicilia, ma soprattutto del mare, e il pesce è protagonista nel menu del Sikélaia. Il nome del suo ristorante unisce i due termini “siké” ed “elaia”, che significano rispettivamente “fico” e “ultimo”: un richiamo evidente alla sua terra e a due materie prime che vengono molto utilizzate nella tradizione gastronomica locale.

Quando Moët ha creato il Gran Vintage correva l’anno 1842: questo prodotto è arrivato in risposta alla domanda dei consumatori britannici e americani, che cercavano uno champagne più pregiato e maturo. Da allora, sono 73 i millesimi usciti dalle cantine della maison. Moët & Chandon Grand Vintage 2009, matura per sette anni e 73° vintage della Maison ed è espressione di un raccolto incomparabile. Si tratta di uno champagne extra brut con un’influenza distintiva di Pinot Noir (50% del suo assemblaggio) perché dopo varie annate in cui lo Chardonnay è stato dominante, il Pinot Noir è al centro della scena nel 2009.

L’estate calda e soleggiata, nonostante un inverno rigido e una primavera particolarmente piovosa, ha prodotto un raccolto abbondante: le uve del Pinot Noir hanno così raggiunto un equilibrio perfetto. Gli accostamenti con la cucina siciliana, che per l’occasione è stata alleggerita e resa più contemporanea, sono stati sì inusuali, ma indubbiamente azzeccati.

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