A Palermo l’opera fiamminga con Santa Caterina svelata dopo 32 anni

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Una mostra promossa dalla Fondazione Federico II ripercorre diversi filoni della pittura fiamminga in Sicilia. Star dell’esposizione, il dipinto “misterioso” di Santa Caterina

È stata nascosta per 32 anni: adesso, finalmente, la tavoletta fiamminga che ritrae Santa Caterina di Alessandria d’Egitto è stata finalmente svelata.

Lo svelamento di Santa Caterina di Alessandria

L’opera fiamminga rappresenta la martire che convertì tutti, ma non il suo aguzzino. Caterina, figlia di aristocratici e originaria di Alessandria d’Egitto, visse al tempo dell’imperatore Massimino, che troviamo ritratto ai suoi piedi.

Lo svelamento è stato organizzato alla Fondazione Federico II e dall’Assessorato ai Beni Culturali, e si è tenuto proprio nel Monastero che porta il nome della stessa Santa, un luogo che ha contribuito a creare quell’atmosfera quasi surreale che ha accompagnato lo svelamento.

In questi trentadue anni la Santa è stata custodita al Convento dei Frati Cappuccini di Palermo, proveniente dalla Chiesa di San Giacomo, annessa al convento del medesimo ordine, a Bivona.

La tavoletta fiamminga di un autore sconosciuto

La martire è rappresentata su una tavoletta in legno di quercia (risalente alla fine del secolo XV – inizi del secolo XVI), e faceva parte di un trittico da devozione insieme a un’altra tavoletta che raffigura invece San Rocco.

Rimane un mistero l’identità dell’autore: la parte centrale del trittico risulta dispersa e non è per questo possibile risalire con certezza alla mano che l’ha dipinta.

Sicilië, pittura fiamminga in mostra a Palermo

La tavoletta di Santa Caterina di Alessandria è la vera protagonista di una mostra allestita al Palazzo Reale, dal titolo “Sicilië, pittura fiamminga”, che raccoglie per la prima volta le opere fiamminghe presenti in collezioni pubbliche e private siciliane.

Si tratta di pitture che risalgono a un arco temporale che va dalla fine del Quattrocento al Seicento e che seguono due filoni: da un lato le opere arrivate in Sicilia attraverso  percorsi di collezionismo e committenza artistica, dall’altro troviamo gli artisti di origine fiamminga e olandese, attivi e pienamente inseriti nel tessuto storico-sociale siciliano già a partire dagli anni centrali del Cinquecento.

La mostra, allestita nelle rinnovate Sale Duca di Montalto, apre al pubblico con l’inaugurazione del 27 marzo alle 18 per proseguire fino al 28 maggio.

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