Il nuovo tour di Motta fa tappa in Sicilia: la data a Ortigia

Il nuovo tour di Motta fa tappa a Ortigia

"Tra chi vince e chi perde" porterà il cantautore nei più importanti festival musicali d'Italia: in scaletta ci saranno canzoni di "Vivere o morire", ma anche de "La fine dei vent'anni".

Il nuovo tour di Motta parte il 25 maggio da Milano e fa tappa anche in Sicilia. “Tra chi vince e chi perde” porterà il cantautore nei più importanti festival musicali d’Italia: in scaletta ci saranno canzoni di “Vivere o morire”, ma anche de “La fine dei vent’anni”. L’appuntamento con la data siciliana del nuovo tour di Motta è per il 3 agosto in piazza Federico di Svevia (Maniace – Ortigia), a Siracusa.

«Sono anni che sono in giro e queste saranno le ultime date di un tour che in realtà non si è mai fermato da almeno tre anni», ha detto il cantante. Aggiungendo: «Da quando sono partito è cambiato quasi tutto e un po’ come la vita, una persona passa il tempo a viaggiare per tornare al punto di partenza. Per questo dopo questo tour mi fermerò per un po’. Per tornare bambino consapevole di tutto quello che è successo. Sarà un tour bellissimo e faremo tanto rumore. Se no che gusto c’è».

Nuovo tour di Motta: un successo inarrestabile

Sin dal primo disco, “La fine dei vent’anni” (2016), Targa Tenco 2016 per la miglior Opera Prima, Motta non ha avuto paura di dire chi è. Un cantautore nell’eccezione più pura, diretto, di quelli che tra le linee di una canzone d’amore parlano del vivere un tempo, dell’essere uomo nel qui e ora di un luogo e un’epoca.

Sono passati poco più di 48 mesi, intensi e veloci dall’esordio. Un lungo tour che non si è mai fermato, un secondo album “Vivere o Morire” vincitore assoluto del Premio Tenco 2018 e una crescita continua che dai palchi più indie della musica italiana lo ha portato fino a Sanremo 2019 con il brano “Dov’è l’Italia”.

Livornese di vita e romano d’adozione, racchiude in sé due scuole, in un parallelo tra luoghi abitati e luoghi musicali. Da una parte c’è il cantautorato della costa toscana che respira salsedine, vento e malinconie (Piero Ciampi docet). Dall’altra il gusto gusto melodico, i ritorni in loop e le sfumature più elettroniche della scuola romana contemporanea.

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