fbpx

LE CAPITALI DEL TÈ NEL MONDO
TRA DEGUSTAZIONI E RELAX

Dalla Cina al Giappone, fino all’India, passando anche per lo Sri Lanka, l’Indonesia e il Kenya. Il tè è una vera e propria passione. Viaggio tra i luoghi delle migliori degustazioni

Tutti pazzi per il tè. I paesi in cui viene prodotto sono soprattutto asiatici, ma anche africani. Innanzitutto la Cina, il Giappone e l’India, ma anche lo Sri Lanka, Indonesia, Kenya, Ceylon – l’isola dell’Oceano Indiano che si situa a Sud-Est dell’India). Originariamente il tè era coltivato nella provincia indiana di Assam e in quella cinese dello Yunan, ma nomi molto noti ai pur superficiali conoscitori del tè possono risultare anche quello del Darjeeling, che oltre ad essere il nome di una varietà fra più apprezzate di tè è anche una regione indiana.

Assam, in particolare, è un’area che si sviluppa sulla riva meridionale del fiume sacro Brahmaputra, che ancora oggi merita una visita perché è una regione ricca e affascinante. Qui ancora oggi si ammirano le distese di piantagioni di tè, lungo centinaia di acri che ricoprono pianure e colline e che sono qui da lunghissimo tempo. Ogni giardino del tè ha una sua particolare storia colorita da personaggi vissuti qui e di edifici alcuni dei quali ancora oggi esistenti. Come il Thengal Mansion di Jorhat, una magnifica villa con un rigoglioso giardino di piante e fiori, che è diventata un hotel esclusivo.

La capitale è Guwahati, la città più importante dei territori orientali, un tempo centro fiorente e attivo luogo di scambio, che fungeva da luogo di raccolta e vendita. La città è oggi meta di turisti anche per i numerosi templi presenti, come il Tempio di Umanando, dedicato a Shiva, che si trova sull’isola di Peacok, nel corso del fiume che attraversa la città. Il distretto del Darjeeling invece si trova nello Stato del Bengala occidentale, nella regione dell’Himalaya, a oltre 2.000 metri d’altezza e in origine venne scoperta come area salubre dalla monarchia inglese che ne fece una stazione di soggiorno montana per gli ufficiali inglesi che nelle pianure soffrivano il caldo e l’aria malsana. Nel 1839 il Dr Campbell divenne il primo responsabile del sanatorio e il primo a pensare di introdurre la pianta del tè, proveniente dalla Cina. La pianta attecchì e la zona divenne molto interessante anche dal punto di vista commerciale. A completare il quadro, nel 1881, fu costruita la Ferrovia Himalayana, che collegava la capitale alle pianure, ancora oggi esistente e funzionante come all’epoca a vapore, tanto che l’UNESCO l’ha riconosciuta come Patrimonio Universale dell’Umanità.

Il tè del Darjeeling è il tè nero, le cui foglie danno vita ad uno dei tè più apprezzati al mondo, denominato per questo “lo champagne dei tè”. Un viaggio merita anche la regione cinese dello Yunan, nella parte sud-orientale della Cina, famosa per la sua bio-diversità e Patrimonio mondiale dell’umanità anche per essere la regione cinese con la maggiore concentrazione di diverse etnie. Da visitare sono sicuramente la Foresta di Pietra, l’antica città di Dali, il villaggio di Shangri-la, le famose Terrazze di Yuan Yang.

Nessun commento

Rispondi

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato