LA CRISI D’IDENTITÀ DELLE CITTÀ IN 10 FOTO
A FAVARA UNA MOSTRA URBANA

Periplo, di Luca Savettiere

Dieci fotografi riuniti in un unico progetto fotografico in mostra a Favara fino al 16 ottobre. “La Fotografia del Territorio e delle Città” è una ricerca sulla crisi d’identità delle città

Il progetto “La Fotografia del Territorio e delle Città” è caratterizzato dalla ricerca che mette in luce la crisi d’identità che stanno attraversando le città e i luoghi rispetto alle nuove modalità dell’abitare dell’uomo. Il progetto racconta le città e i loro territori alla ricerca di un’umanità che ci permette di percepire i limiti e le potenzialità della città contemporanea. Un obiettivo che accomuna dieci fotografi e li riunisce in un unico progetto fotografico a cura di Santo Eduardo Di Miceli, fotografo e docente, e realizzato dall’Associazione Culturale Photo Graphia. Gli autori, Giada Alù, Sandro Bertola, Domenico Cipollina, Riccardo Colelli, Santo Eduardo Di Miceli, Francesco Lantino, Luca Savettiere, Benedetto Tarantino, Elio Torrisi, Giuseppe Trotta, espongono i loro lavori in tre spazi di cui due a cielo aperto che sono dei nuovi luoghi pubblici per la città di Favara.

Il progetto, a Favara fino al 16 ottobre, si trova in questa nuova realtà che sta diventando Farm Cultural Park con i suoi nuovi spazi “Fuori” che Farm ha contagiato in questi anni come Milia e Quid Vicolo Luna. Farm Cultural Park è il primo Parco Turistico Culturale di Sicilia e ospita al suo interno delle Gallerie d’arte e degli spazi espositivi temporanei.

I 10 PROGETTI FOTOGRAFICI IN MOSTRA
Istanbul modern è il progetto fotografico di Giada Alù che guarda al mondo musulmano e all’espansione di Istanbul città moderna e cosmopolita che ha la particolare caratteristica di potersi fregiare d’essere stata capitale di due diversi imperi. Una città contemporanea che rispetto alle metropoli europee ha attuato una sua modernizzazione che la rende così affascinante. Questo lavoro nasce come omaggio alla speranza che l’arte contemporanea possa frenare e contrastare quel ritorno ad una politica di chiusura e autoritarismo che pare caratterizzi sempre più l’ ”Erdoganismo”.

Bagheria, Il Monaco è il progetto fotografico di Sandro Bertola che entra in relazione con i riti che governano le periferie o le banlieue di tutte le città. Cerca di cogliere gli aspetti legati alla presenza di tracce religiose analizzate come unica presenza istituzionale nel quartiere Monaco alla periferia di Bagheria. Di altre istituzioni non vi è traccia, non c’è più nulla, solo anarchia. L’anarchia istituzionale che governa la Sicilia.

Paesaggio in Corso è il progetto fotografico di Domenico Cipollina che analizza la costruzione di un’importante opera stradale che trasforma profondamente i luoghi che attraversa, non solo dopo la sua realizzazione, ma anche nel corso dei lavori di costruzione. Mette in relazione il territorio preesistente con le tracce che le attività di cantiere disseminano negli spazi in cui si svolgono i lavori, quando il paesaggio ha perso la sua precedente fisionomia senza ancora assumerne un’altra. Tutte le foto del progetto sono state realizzate lungo i lavori di raddoppio della SS 640 “di Porto Empedocle” che collega le città di Agrigento e Caltanissetta.

Cemento Armato di Riccardo Colelli è uno spaccato del quotidiano in un quartiere, dove lo Stato cerca di far sentire la sua presenza in un territorio ormai allo sbando. Giornate durante le quali la musica neomelodica è totalmente coperta dalle sirene e dal rumore delle pale dell’elicottero che sorvolano il quartiere. Il contesto, l’architettura e l’elemento umano si fondono per dar vita ad un mostro sociale. Questo è solo uno dei tanti creati da una politica scellerata, sparsi in tutta Italia, nei quali gente onesta si trova stretta. Ambientato a Librino, ma potrebbe essere una qualsiasi banlieue europea dove l’uomo viene confinato in una gabbia.

Civiltà alla Deriva di Santo Eduardo Di Miceli è un progetto fotografico che indaga la relazione tra gli spazi della città e il dramma dell’uomo contemporaneo nel suo essere solo nell’infinito. La città, topos dell’abitare e della modernità, è il luogo dove con maggiore evidenza è possibile trovare le tracce di una civiltà. Abitare vuol dire identificare il proprio posto nel mondo; dimenticare questo coincide con lo sfaldarsi della civiltà, segnato dal parallelo degrado del presente delle città. Il mondo è fatto dall’uomo che lo abita. Non c’è mondo senza l’uomo. L’uomo agisce seguendo lo sguardo, il desiderio che dal cuore scaturisce attraverso la visione.

La Città Contemporanea è il progetto fotografico di Francesco Lantino che fotografa i luoghi che l’uomo ha realizzato nel tempo con la progettazione e costruzione dei siti di aggregazione sociale e civile chiamate “città”. La “città ideale” di rinascimentale memoria non esiste più, anche se diversi tentativi sono stati fatti nel corso dei secoli. Fermo restando il principio che l’utopia urbana, idealizzata anche da Platone, possa essere intesa come ricerca di un immaginario equilibrio armonico tra forma e sostanza, le fotografie rappresentano un viaggio immaginario ed allo stesso tempo reale nel variegato e complesso mondo urbano mitteleuropeo in cui l’uomo si muove ed interagisce.

Periplo descrive ciò che i marinai incontravano durante un viaggio per mare compiuto attorno ad un’isola o un continente. Il progetto fotografico di Luca Savettiere è un punto di vista sul paesaggio della periferia di Palermo, è un viaggio fatto percorrendo l’anello più esterno della città. Si tratta di un lavoro in itinere iniziato alla fine del 2014, che vuole analizzare Palermo come città- isola. La città infatti è fortemente vincolata dall’elemento naturale: il mare e le montagne ne determinano con forza i margini, impedendole la crescita oltre un certo limite. Molto spesso il limite urbano e quello naturale tendono a fondersi, creando una linea immaginaria. Periplo è una ricerca estetica passiva, continua di scorci della periferia che raccontano il rapporto tra la città e i suoi confini.

La Rivelazione del Paesaggio è il progetto fotografico di Benedetto Tarantino che racconta come il paesaggio antropico ha sostituito il paesaggio naturale, sempre più difficile da trovare nella nostra società. La fotografia può evidenziare questi mutamenti in due modi: il primo modo può essere un’analisi che ci fa vedere come sgradevole e sconnesso è un paesaggio contemporaneo. Il secondo modo può indagare una rifondazione estetica del paesaggio stesso. In tutti e due i casi la fotografia compie un gesto di pietà verso un soggetto oggi esteticamente sofferente. Sia esso mutato dall’uomo e per l’uomo, sia esso mutato e svuotato della sua funzione. Luoghi con funzioni specifiche, privi dell’uomo, diventano dei non luoghi, degli spazi deserti e silenziosi.

Brasile, il Paesaggio ritrovato indaga alcune città del Brasile, paese pieno di contrasti sociali, ma è soprattutto la contrapposizione a livello paesaggistico e architettonico ciò che è più evidente. Dietro grattacieli a pochi passi dal mare si ergono montagne ammantate di vegetazione che accolgono a loro volta le favelas più grandi del Sud America. Elio Torrisi racconta le disarmonie architettoniche dello sviluppo edilizio incontrollato vengono quasi del tutto mascherate dalle infinite bellezze naturali della città. La natura sembra reggere questa sfida che l’uomo le ha brutalmente lanciato e il paesaggio offre alla nostra vista un mondo differente.

Il Paesaggio dimenticato è il lavoro fotografico di Peppe Trotta in cui vi è uno sguardo dall’interno di un’importante rete infrastrutturale costruita tra il 1930 e il 1950 che ha rappresentato una comunità, adesso è in disuso e in uno stato di abbandono totale. Con l’abbandono si è persa anche la memoria collettiva di quei luoghi e degli uomini e delle donne che li hanno abitati. “Il paesaggio dimenticato” vuole essere un viaggio alla riscoperta di un territorio violato, da decenni oggetto dell’oltraggio di realtà pubbliche e private senza scrupoli, che riesce a conservare al suo interno le tracce di un paesaggio unico, caratterizzato dalla compresenza di ambiti differenti quali la pianura alluvionale, le colline degli Erei e l’Etna.

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