SAN VALENTINO È UNA SCUSA
IO CHE TI AMO OGNI GIORNO

Anche per BE people è San Valentino. Il suo obiettivo, romantico, oggi vede quadruplo e punta il suo famelico obiettivo su due coppie, Giuseppe e Valentina, Giovanni e Natascia

Febbraio è il mese dell’amore, ma ammettiamolo, è anche il mese all’ansia per gli eterni single. Sì, perché i bilanci per i single si fanno due volte l’anno: il 31 dicembre e il 14 febbraio. Perché, anche se è vero che apparentemente San Valentino è una festa che molti non amano, lo è anche il fatto che, in modo recondito, è un momento in cui si fanno due “conti”. E finisce quasi sempre con un pensiero il 14 febbraio, ovviamente per i single: c’è la promessa fatta a se stessi di smussare i lati orrendi del proprio carattere, di imparare a cucinare, provare a essere ordinati. Il tutto fino a diventare amabili. Un modo per provare ad arrivare all’anno successivo in compagnia di qualcuno che, con voi, continuerà a snobbarla questa festa. Perché ignorarla in due è meglio che tenerla sul groppone in uno.

E se è sicuramente vero che “l’amore va festeggiato ogni giorno”, così come la donna, la mamma, il papà, i nonni, gli amici e tutte le feste che una volta all’anno il nostro calendario – e il nostro Facebook-  ci ricordano, è anche vero che l’amore per quel giorno va reso unico, non necessariamente con cioccolatini e fiori, ma con attenzioni e momenti. Momenti in più, insieme. Quindi che sia un tè al pomeriggio, un film insieme la sera, un cinema, una passeggiata, un’ora in più fuori orario, San Valentino è una scusa. San Valentino è la più bella scusa per dedicarsi ancora del tempo insieme. Per fermarsi e apprezzare, insieme, anche le cose piccole. “L’amor che muove il sole e le altre stelle”. Queste le immortali parole di Dante, il sommo poeta, perché l’indipendenza è impagabile, ma si è completamente felici solo in due.

L’appuntamento con l’amore vale anche per lui, BE people, che oggi parla d’amore e ci vede quadruplo, puntando il suo curioso e famelico obiettivo su due coppie, Giuseppe e Valentina e Giovanni e Natascia, e su come decidano di trascorrere il famoso e famigerato giorno degli innamorati. Il trend di oggi è dunque il cuore e le coppie.Valentina e peppe 3

Giuseppe e Valentina stanno insieme da sei anni, sono rodati, si amano e con i loro due “piccoli” – ma neanche troppo – Greta e Loki se ne vanno al mare di domenica mattina. Li incontro a Mondello, in spiaggia, a passeggio in una giornata di sole caldo. Maniche corte, occhiali da sole e due boxer affettuosissimi e dolcissimi. Una domenica mattina in famiglia, così, mentre Mondello è gremita di gente stanca della pioggia, loro se ne stanno lì al sole tutti e quattro, insieme. Giuseppe fa il tatuatore, ama il suo lavoro che è anche la sua passione e non ne fa mistero dato che i tatuaggi sono ben visibili su entrambe le sue braccia. Tanti e colorati. Il suo look sicuramente hipster attira l’obiettivo di BE people e non passa inosservato, tanto da catturare la mia attenzione. Valentina, la sua donna, invece, fa la product manager per Mosaicoon, è semplice, dolce e simpaticissima. Dopo soli 10 minuti che parlavamo mi stava già facendo ridere a crepapelle. Con uno chignon raccolto e una shirt bianca, quasi interamente in denim, Valentina è l’essenza della semplicità e della dolcezza. Hanno entrambi 29 anni. Quando  chiedo da quanto stanno insieme mi rispondono “da 6 anni”. Entrambi, però, dicono di conoscersi praticamene da tutta la vita. Vivono insieme e la loro serenità sembra fare un tutt’uno con il mare di Mondello, pulito e placido. Sono davvero belli e sereni. Valentina sorridendo mi dice che i suoi hobby sono un po’ “datati”, come le carte, i giochi da tavola e i telefilm. Si reputa una fan sfegatata della birra e dei suoi due cani che lascia solo per il lavoro. Giuseppe, invece, l’anima strong della coppia – almeno da fuori -, oltre ai tatuaggi che gli danno quest’aria così dura, ama il crossfit. Trascorreranno la giornata di San Valentino a lavoro entrambi e si ricongiungeranno la sera a guardare una serie tv insieme o un film, con i loro due piccoli, perché si sa, l’amore vero è fatto di cose semplici.
Giovanni e Natascia rappresentano la faccia notturna del nostro appuntamento. Entrambi lavorano come baristi in un locale del centro storico. Insieme. Lui barba e sguardo tenebroso, lei capelli lunghi e piercing al naso. Sono belli e, nonostante la ressa del sabato sera al bancone, quando li incontro lavorano in serenità e con il sorriso. Scherzano tra loro e fanno trapelare molta complicità. Sono in partenza per Colonia in Germania, città natia di lei dove ha vissuto fino all’età di 10 anni. Questo viaggio è lui a regalarlo a lei in occasione – o come scusa – di questo San Valentino. Lei 28 anni, lui 32, lavoravano insieme ancora prima che scoccasse la scintilla. Un amore nato a lavoro, tra un bicchiere e l’altro, tra un sorriso e l’altro. Natascia frequenta l’università di Lingue e Letterature, ha appena concluso gli esami ed è pronta alla laurea. Il suo hobby più grande è andare al mare e leggere i classici della letteratura. Trascorreranno il giorno di San Valentino a Colonia, dunque. Hanno scelto di prendersi qualche giorno di pausa per dedicarsi alla cosa più importante che due persone che si amano possano concedersi: tempo insieme, in qualsiasi modo.

Gabriella Pirotta

Scrivere qualcosa su di me mi ha sempre messo soggezione, si rischia spesso di essere autoreferenziali e ridondanti o troppo sbrigativi e forzatamente simpatici. Eviterò dunque, saltando a piè pari, la “lista della spesa” di esperienze lavorative brevi, qualifiche e scuole superiori, compagni dell’asilo, fidanzamenti naufragati e riassumerò in breve. In 31 anni ho fatto 13 traslochi, ho vissuto 8 anni a Milano, poi Napoli, Roma, New York, Palermo e Marsala. Mi sono laureata all’Università Iulm di Milano in Relazioni Pubbliche e Pubblicità. Ho lavorato come PR in ufficio stampa per Max Mara Italia e Pollini per due anni, durante i quali ancora studiavo e preparavo la tesi (a dispetto di tutte le aspettative che prevedevano Chanel e Dior) sulla “Comunicazione elettorale nella storia politica recente. Analisi semiotica e statistica”. Erano tutte magre, magrissime a Milano, io invece avevo 10 chili in più e 13 anni meno. La frangia e i capelli neri. Non esistevano ancora i social network in quel periodo, né gli smartphone, le foto spontanee erano veramente spontanee. Esisteva solo Asmollword. Le macchine fotografiche usa e getta comprate al supermercato erano la trovata più veloce per immortalare un pranzo improvviso. Non si fotografavano piatti. A Napoli ho lavorato come account junior per una web agency, Nascar, dove tra le varie esperienze indimenticabili ho conosciuto i The Jackal. Erano appena nati o forse non erano ancora nati ma è una cosa che non ho mai dimenticato. Ho fatto 6.200 ore di sport circa, tra crossfit, kitesurf, wakeboard, tennis. Amo il basket da un paio d’anni ma lo guardo e basta. Amo il cinema, ma non mi piacciono i film d’amore, amo Woody Allen, Sorrentino e i libri di Sorrentino, De Andrè, la musicaquasi tutta e la Coca Zero. Ho sei tatuaggi, mi piacciono molto ma credo che ne farò soltanto uno ancora. Ho un ristorante a Marsala sul mare, una famiglia meravigliosa e un cane, Biscotto. Sono figlia unica, ma ho un fratello. Ho un’oscura passione per i toast, per le persone che parlano poco, per le cose giuste, per i sorrisi, per Ibrahimovic, per la cronaca nera e per le insidie dei disastri aerei irrisolti. E non vedo l’ora di scoprire se nelle biografie fa più figo il presente indicativo o il passato remoto.

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