UNA SFILATA SULL’ACROPOLI?
ATENE DICE NO A GUCCI

gucci

La Commissione archeologica della Grecia avrebbe rifiutato una cospicua offerta, ma la casa di moda fiorentina smentisce di aver parlato in termini economici...

Sfilare per un quarto d’ora sull’Acropoli di Atene non ha prezzo. Letteralmente. La Commissione archeologica della Grecia (Kas) avrebbe, secondo quanto riportato da Repubblica, detto no a una generosa offerta in lavori di restauro da parte di Gucci, in cambio di uno show di 900 secondi di fronte al Partenone. La Kas è stata categorica: «Il valore e il carattere dell’Acropoli è incompatibile con un evento di questo tipo». «Non abbiamo bisogno di pubblicità – avrebbe aggiunto Dimitris Pantermalis, direttore del Museo che ospita i resti del fregio del tempio antico e le Cariatidi -. Il simbolismo del monumento sarebbe svilito usandolo solo come “sfondo” per una sfilata di moda».

C’è da dire, comunque, che la richiesta non è stata particolarmente inusuale. Già nel 1951, infatti, i marmi e le colonne del Partenone hanno fatto da sfondo a una sfilata di Christian Dior. La società fiorentina, comunque, ha specificato di non aver ancora avanzato una proposta economica, affermando: «Gucci smentisce fermamente le informazioni pubblicate da alcune testate greche riprese da repubblica.it e riferite a presunti 56 milioni di Euro che la maison avrebbe offerto per una collaborazione culturale relativa a progetti ambientati nell’area dell’Acropoli».

Un portavoce di Gucci dice: «Confermiamo di aver avuto un incontro con le autorità elleniche per esplorare la possibilità di un progetto di collaborazione culturale a lungo termine. Il nostro marchio non è nuovo a iniziative di questo genere; negli ultimi anni abbiamo collaborato con istituzioni quali Palazzo Strozzi a Firenze, Minsheng Museum a Shanghai, Chatsworth House in Inghilterra e LACMA a Los Angeles. Le speculazioni pubblicate relative a presunti impegni o offerte economiche diretti o indiretti, sono destituite da ogni fondamento. Le informazioni riportate da Repubblica.it e da alcuni siti greci non sono state verificate in alcun modo con noi».

Nessun commento

Rispondi

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato