“NOI FUMMO I GATTOPARDI”
LA LUNGA NOTTE DOLCE & GABBANA A PIAZZA PRETORIA

Dai carretti siciliani agli agrumi, dai pupi ai cuori ex voto, dalle corone imperiali alle ceramiche, fino alla cassata. Apre la sfilata Giulia Maenza con un abito dipinto a mano: "Noi fummo i Gattopardi"

 

Una passerella rosso vermiglio, intervallata da busti e scale cinquecentesche, illuminate solo dal chiaro di luna della notte siciliana: è questa l’atmosfera quasi onirica che si respirava ieri sera a Piazza Pretoria, location del défilé Alta Moda Donna di Dolce & Gabbana. Dopo Napoli, viene ora celebrata la storia dell’Isola con una collezione maestosa, in bilico tra fasti barocchi ed opulenza rococò. Il duo di stilisti torna agli albori, in un suggestivo revival che ha il sapore di una favola moderna. La stessa Sicilia che ha dato i natali a Domenico Dolce diviene sfondo di una sfilata destinata a restare impressa nella storia del costume.

Largo a corsetti preziosi su cui si aprono gonne ampie, impreziosite da ricami e stampe che omaggiano l’iconografia tipica della Sicilia: dagli immancabili carretti agli agrumi, dai pupi ai cuori ex voto, dalle corone imperiali alle ceramiche, fino alla cassata. Non manca proprio nulla nei maestosi abiti da ballo in stile Ottocentesco: un caleidoscopio di allegorie intervallate qua e là da citazioni gattopardiane, a partire dalla prima uscita. Ad aprire le danze è la diciassettenne Giulia Maenza, ultima musa del duo di stilisti ed incarnazione della più autentica bellezza normanna – copertina di BE shopping quando non ancora aveva valicato i confini della moda mondiale, ndr – . Nella gonna indossata dalla giovanissima modella ecco impressa in corsivo una citazione del principe di Salina: «Noi fummo i gattopardi, i leoni: chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene e le pecore; e tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli, iene e pecore, continueremo a crederci il sale della terra», queste le parole che decorano il primo dei centoventi abiti che si sono alternati sulla passerella di Piazza Pretoria.

Una collezione ricchissima, quasi una masquerade iconica, che celebra la mediterraneità senza tralasciare la storia dell’isola, con le numerose dominazioni e le tradizioni millenarie: non mancano suggestioni escatologiche, come le invocazioni a Santa Rosalia, che impreziosiscono i copricapi dal piglio fortemente scenografico. In bilico tra sacro e profano, i cerchietti omaggiano anche la Vucciria, celebre mercato palermitano: l’estate siciliana si arricchisce di un crogiolo di ispirazioni, che ricorda quasi un carnevale, in un’esplosione di piume e fiori. Un’alta moda eclettica e a tratti dissacrante, che non lesina in colori fluo e copricapi teatrali, in un tripudio di quell’artigianalità da sempre punta di diamante del made in Italy.

L’estetica che ha reso famosi Dolce & Gabbana in tutto il mondo tocca forse il punto più alto con la collezione Alta Moda Autunno/Inverno 2017-2018: immancabili incursioni nel pizzo nero, da sempre passepartout del brand, irrompono sulla passerella, accanto a citazioni barocche e liberty, in un inedito melting pot culturale, in cui il Mediterraneo trova il suo apogeo. Nel front row spiccano influencer e blogger provenienti da tutto il mondo, uniti nell’omaggio a Palermo e alle sue bellezze. La serata si è conclusa con una gena di gala e giochi pirotecnici sul mare.

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