fbpx

DANIELE SILVESTRI SUL PALCO DEL VERDURA
AL VIA IL TOUR NEI TEATRI ALL’APERTO

Sabato 26 agosto, alle 21 al Teatro di Verdura, a salire sul palco è Daniele Silvestri con il suo ultimo tour

Sabato 26 agosto, alle 21 al Teatro di Verdura, a salire sul palco è Daniele Silvestri con il suo ultimo tour. Daniele cresce artisticamente in una cover band ispirata ai Duran Duran dopo aver rinunciato al motorino in cambio di una tastiera e fino ai vent’anni gira l’Europa in Interrail. Nel 1994 pubblica il suo album d’esordio, intitolato “Daniele Silvestri”. Vince il Premio Tenco come migliore opera prima dell’anno e partecipa a “Sanremo giovani” con il brano “Voglia di gridare”. L’anno successivo replica sul palco dell’Ariston con “L’uomo col megafono”: il suo talento viene riconosciuto subito da una giuria di autori che gli assegna il Premio Volare per il miglior testo letterario.

A seguire esce il secondo album “Prima di essere un uomo” che conquista il disco d’oro mentre con il singolo “Le cose in comune”, uno dei più programmati dalle radio, vince il Premio Tenco come miglior canzone dell’anno (secondo nella stessa classifica è “L’uomo col megafono”). Nel 1996 incide l’album “Il dado” per i cui testi riceve il Premio Ciampi e il Premio Mariposa. A giudicare dall’accoglienza del pubblico nei concerti, la canzone manifesto di quel disco è “Cohiba”, dedicata a Ernesto Che Guevara, che però non uscirà mai come singolo. Segue un tour lungo un anno con la sua band nella quale figura al basso l’amico Max Gazzè.

Numerose le collaborazioni artistiche che negli anni si sono susseguite con i suoi colleghi: a partire da quella con Fiorella Mannoia per la quale firma nel 1997 i brani “Al fratello che non ho” e “Il fiume e la nebbia”; nel 1998 con Tiromancino, in cui Daniele compare nella duplice veste di co-autore e co-interprete del brano “La storia” e come autore di “Dying Again”; nel 1999 con i Subsonica con cui canta nel loro brano “Liberi tutti”; nel 2000 con la PFM per cui firma il testo di cinque canzoni (“La rivoluzione”, “K.N.A.”, “Automaticamente”, “La quiete che verrà” e “Polvere”); e nel 2002 con i Têtes de Bois per i quali Silvestri traduce in italiano e co-interpreta il brano “Non si può essere seri a 17 anni”. Il 1999 è l’anno del ritorno al Festival di Sanremo, nella sezione big, con “Aria” il brano contro la pena di morte che gli vale il Premio della Critica e quello della giuria per il miglior testo e la Laurea De Andrè da parte del Premio Lunezia.

A febbraio del 2013, Daniele torna in gara al Festival di Sanremo con i brani “A bocca chiusa” e “Il bisogno di te” di cui firma musica e testo. Il 14 febbraio esce su iTunes e sui principali store musicali l’EP “Che nemmeno Mennea” (Sony Music). Oltre a ai due brani con cui Silvestri partecipa al Festival di Sanremo, l’EP contiene due vere e proprie rarità “Se fossi un principe”, demo “casalingo” di un brano inedito, registrato nel 2001, e “Che bella faccia”, in versione live, estratta da un concerto tenuto a Parigi del 2009. Il primo maggio partecipa al concertone di piazza San Giovanni, esibendosi insieme ai ragazzi sordi di Radio Kaos ItaLis, per chiedere il riconoscimento ufficiale della Lingua italiana dei segni.

Nessun commento

Rispondi

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato