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WORLD PRESS PHOTO, BOOM DI VISITE:
ANCHE L’ANNO PROSSIMO A PALERMO

Ospitata nella splendida cornice settecentesca di Palazzo Bonocore in piazza Pretoria e inaugurata lo scorso 1 settembre, la mostra si compone di 150 immagini tra le 80mila scattate da 5.034 fotoreporter professionisti e selezionate da una giuria internazionale

Si è chiuso con una quattro giorni ricca di eventi il World Press Photo 2017 a Palermo. Centinaia i visitatori che hanno atteso pazientemente il proprio turno in fila alla biglietteria per poter poi accedere alla mostra negli ultimi due giorni. Oltre 10 mila i ticket staccati al termine dell’ultima giornata di visite. Ospitata nella splendida cornice settecentesca di Palazzo Bonocore in piazza Pretoria e inaugurata lo scorso 1 settembre, la mostra si compone di 150 immagini tra le 80mila scattate da 5.034 fotoreporter professionisti e selezionate da una giuria internazionale. Un viaggio per immagini tra gli avvenimenti più rilevanti del nostro tempo. Scatti pubblicati su alcune delle testate internazionali più prestigiose come Time, Le Monde, New York Times, The Guardian e National Geographic.

Vincitore assoluto del 2017 è stato Burhan Ozbilici di Associated Press, autore di An Assassination in Turkey – Mevlüt Mert Altıntaş. L’immagine è stata scattata da Ozbilici subito dopo l’omicidio avvenuto ad Ankara il 19 dicembre 2016 durante l’inaugurazione di una mostra, e ritrae un poliziotto, immortalato pochi istanti dopo aver sparato all’ambasciatore russo in Turchia Andrey Karlov.

«Palermo ha risposto alla nostra proposta in maniera significativa, superando le nostre aspettative. I numeri dimostrano come questa sia una città desiderosa di attrarre iniziative internazionali di spessore come il World Press Photo. Vedere gente di tutte le età mettersi in coda per entrare a visitare la mostra è stato per noi motivo di orgoglio e certezza di aver vinto quella che è iniziata come una scommessa. Continueremo a portare World Press Photo a Palermo anche nei prossimi anni con l’intenzione di farlo diventare un momento fisso nella programmazione culturale della città e la speranza di trovare sempre più collaborazione con le amministrazioni locali e il tessuto imprenditoriale che ci auguriamo possa contribuire alla realizzazione di momenti di animazione sempre più alti». È questo il commento di Vito Cramarossa, presidente di Cime, società pugliese organizzatrice di eventi culturali in Italia e all’estero, che ha scelto di portare il WPP a Palermo grazie quest’anno anche al sostegno del brand Lancia Ypsilon del Gruppo FCA.

Tra i visitatori della mostra a Palermo nelle tre settimane di permanenza ci sono stati anche il cantautore siciliano Roy Paci, la presidente della Camera, Laura Boldrini, e numerose personalità del mondo dell’arte e della cultura locali. Palazzo Bonocore ha ospitato anche quattro Public Lecture: la prima a cura del fotogiornalista iraniano Manoocher Deghati, la seconda del fotografo siciliano Gianni Cipriano, poi del reporter francese Mathieu Willcocks e infine dell’italiano Francesco Malavolta.

Nel fine settimana conclusivo i visitatori hanno potuto assistere alla proiezione di tutte le foto vincitrici del premio World Press Photo of the Year dal 1955 ad oggi. Il lavoro si chiama appunto “I 62 anni di World Press Photo”. La serata conclusiva della prima edizione sicialiana del WPP è affidata ad “Agnello”, progetto cantautorale-surf fondato a Palermo nel dicembre 2016 con Manfredi Agnello (voce e chitarra ritmica), Luca La Duca (lead guitar), Andrea Chentrens (batteria), Francesco Cardullo (basso) e Vincenzo Salerno (sassofono).

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