fbpx

MARTINA CARUSO: CHI È
LA CHEF SICILIANA DI MASTERCHEF

martina caruso

La giovanissima Martina Caruso, che ha ottenuto la sua meritata stella Michelin a soli 26 anni, è stata ospite nella striscia giornaliera di MasterChef Magazine

In un mondo – quello dell’alta cucina – ancora dominato da figure maschili, spesso forti e dai modi poco gentili, Martina Caruso è una piacevole eccezione. La chef stellata siciliana, 29 anni, è la più giovane italiana ad aver conquistato il traguardo della stella Michelin grazie al lavoro nella cucina del “Signum”, il lussuoso hotel di charme che la sua famiglia gestisce a Salina.

La giovanissima Martina Caruso, che ha ottenuto la sua meritata stella Michelin a soli 26 anni, è stata ospite nella striscia di MasterChef Magazine, dove ha raccontato la sua esperienza di cuoca e la sua storia personale.

Figlia d’arte, Martina Caruso vive e lavora a Salina, nelle Eolie, e la sua cucina prende ispirazione da tutti i profumi e i sapori della sua piccola ma affascinante isola. Ma sono stati i viaggi ad aprirle la mente e a darle quella spinta in più che l’ha resa una delle chef più importanti al mondo.

Dopo la formazione di base all’istituto alberghiero di Cefalù, Martina ha continuato con le scuole del Gambero Rosso a Roma, facendo esperienze di stage in vari ristoranti di prima categoria, fino ad approdare a Londra, dal cuoco star della tv Jamie Oliver. “In cucina ho un metodo molto preciso. Sono ferma e seria come mio padre, per mantenere la giusta concentrazione tra i fornelli”, ha raccontato ai microfoni di Sky.

La brigata di cucina è composta da giovanissimi: il più “anziano” ha solo 28 anni e condivide con la chef l’entusiasmo e la passione per i buoni sapori. Tra i piatti proposti nella cucina del Signum prevalgono le scelte di pesce, pescato localmente nel mare limpido delle Eolie: la triglia ripiena di gambero rosso, servita in un guazzetto di pesce, cozze e pomodoro, è un’espressione pura del gusto della giovane e solare chef.

Contaminazioni con sapori lontani non mancano, come nel dentice con quinoa fritta che prende ispirazione da un’esperienza in Perù, ma la dimensione locale rimane un punto fermo da cui non discostarsi. Le verdure accostate sono sempre di stagione e coltivate in loco, per non perdere di vista l’ispirazione principale: quella sua piccola isola, Salina, ricca di profumi e sapori inconfondibili.

Nessun commento

Rispondi

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato