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Sette giorni entusiasmanti in Sicilia: El Paìs alla scoperta dell’isola

Il quotidiano spagnolo El Paìs sponsorizza la Sicilia, proponendo un itinerario in sette giorni alla scoperta delle sue meraviglie

Le meraviglie della Sicilia in sette giorni entusiasmanti. Si intitola così l’approfondimento del quotidiano spagnolo El Paìs dedicato a un itinerario di vacanza che dura sette giorni: “Una settimana è sufficiente per visitare i luoghi essenziali dell’isola italiana”. Il tour parte da Racalmuto. Una scelta un po’ inusuale, tanto che lo stesso autore ci tiene a fare una precisazione: “Mi fermo lì perché Leonardo Sciascia è sepolto lì”.

“Il realismo magico non è solo una questione caraibica: in Sicilia la realtà ha anche quella straordinaria, quasi fantastica piega che trasforma l’isola in uno spazio di finzione. Il suo paesaggio urbano è un’infinita scenografia teatrale che a volte – nelle città o nelle città – travolge i suoi eccessi”, si legge.

L’autore consiglia di lasciare Palermo alla fine del viaggio, perché “alcuni suoi prodigi potrebbero oscurare tutto ciò che viene visto in seguito”. Non mancano i consigli pratici, relativi al percorso da fare in auto, che può presentare alcune difficoltà. “Un viaggio attraverso la Sicilia può durare una vita, ma ci vuole una settimana per conoscere la maggior parte dei luoghi leggendari . Possiamo iniziare il percorso a Taormina, nel nord-est, e girare l’isola in senso orario fino a raggiungere Palermo”.

Conoscere la Sicilia in 7 giorni

Da Taormina ci si sposta a Catania e la prima cosa che si vede è l’Etna, con la sua inconfondibile forma. Da Catania a Siracusa ci vuole un’ora di macchina, quindi si passa da Ortigia, consigliata nelle ore serali, per la cena. Andando verso ovest si arriva a Noto, Modica e Ragusa, “le città barocche da visitare però di sfuggita”, almeno secondo l’autore del pezzo.

Il tour continua ad Agrigento, con irrinunciabile visita alla Valle dei Templi: “Il tempio dei Dioscuri, il tempio di Ercole e, soprattutto, il Tempio della Concordia, conservato quasi intatto, sono i punti salienti di un tour che fatto al di fuori della stagione turistica, quasi da solo, è stimolante e romantico”.

Dopo una visita a Corleone, si passa a Palermo. Poi, “Nessun viaggiatore dovrebbe perdere la Cattedrale di Monreale, che è vicino a Palermo e ha una certa somiglianza con la Cappella Palatina (e la sua bellezza)”. Dato che chi scrive è arrivato in aereo a Catania e da Catania riparte, conclude il suo itinerario con una visita alla Villa Romana del Casale di Piazza Armerina.

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