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Anna Dello Russo mette in vendita online il suo guardaroba da favola

anna dello russo

Anna Dello Russo metterà in vendita su Net à Porter la sua preziosa collezione, che sarà così a disposizione di chiunque possa permettersela e voglia indossarla

Riuscite a immaginare come possa essere l’armadio di Anna Dello Russo? Non scervellatevi più di tanto: la Editor at Large di Vogue Japan, infatti, ha superato ogni aspettativa e conserva i suoi outfit in un vero e proprio appartamento. Qualche anno fa, infatti, ha trasformato la casa accanto alla sua in un maxi-guardaroba, trovando ai suoi outfit e tanti pezzi cult che collezionato il giusto spazio. Adesso quei pezzi cult potrebbero trovare una nuova casa – è proprio il caso di dirlo. Anna, infatti, metterà in vendita su Net à Porter la sua preziosa collezione, che sarà così a disposizione di chiunque possa permettersela e voglia indossarla.

Stando a quanto ha spiegato la stessa Dello Russo, i prezzi saranno più che democratici, in modo da permettere a chiunque ami la moda, dalla studentessa alla donna in carriera, di fare un acquisto. Il suo guardaroba include davvero di tutto e non mancano gli accessori. Alcuni look, peraltro, sono anche passati dal red carpet. Per potersi accaparrare uno di questi pezzi, bisogna piazzarsi davanti al pc nella giornata del 25 febbraio, a partire dalla mattina, quando sul sito di e-commerce appariranno in catalogo i centinaia di pezzi. Tutti i proventi delle vendite andranno a finanziare borse di studio per giovani talenti della moda, che potranno così studiare alla Central Saint Martins di Londra.

L’iniziativa verrà lanciata la sera del 24 febbraio, con un asta in collaborazione con Christie’s, durante la quale saranno venduti 30 pezzi e un libro che racconta la carriera di Anna Dello Russo. «È giocoso, in tutte le sue sezioni» racconta la stessa Anna Dello Russo. «Come un album delle figure Panini perché chi colleziona vestiti e scarpe li colleziona come figurine. Ci sono i ricordi delle persone importanti che ho incontrato, come Helmut Newton per esempio. Tanti testi scritti a mano dal mio diario. E poi ci sono le campagne che ho curato, gli impaginati dei servizi che ho realizzato sulle riviste e che avevo conservato nei faldoni».

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