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Santa Caterina, le celle del monastero aprono al pubblico per la prima volta

monastero santa caterina

Destinate alle suore di origine nobiliare, le quindici stanze che danno sul chiostro della chiesa sono visitabili per la prima volta fino al 2 aprile 2018

È uno dei monumenti che i palermitani (e i turisti) hanno scoperto da poco, un luogo ricco di fascino e storia, ma da sabato 24 marzo il Convento di clausura Santa Caterina di piazza Bellini a Palermo svelerà un altro lato di sé.

Per la prima volta, infatti, sarà possibile visitare le quindici celle che si affacciano sul Chiostro. L’appuntamento è dal 24 marzo al 2 aprile, con visite quotidiane dalle 10 alle 18.

Le celle austere di Santa Caterina

Destinate alle religiose di origine aristocratica, le stanze sono arredate in modo essenziale, esattamente come ci si aspetterebbe da un convento di clausura, in cui la vita è fatta di silenzi e preghiera.

Un letto, un inginocchiatoio, uno scrittoio, il comò e la cassa per i corredi: i mobili delle stanze del convento di Santa Caterina sono per lo più ottocenteschi e raccontano una vita austera, priva di quel superfluo tipico di una vita fuori dalle mura di clausura. Le pareti hanno come unico ornamento un crocifisso e una ceroplastica devozionale, quelle “scarabattole” ormai famose delle monache di Santa Caterina.

L’unico lusso di questa vita dedicata alla preghiera, una veranda dalle tende bianche, una sorta di spartano boudoir riscaldato dai raggi del sole e, sul balcone, un lavacro di fattura barocca per le abluzioni delle aristocratiche signore.

I simboli della vita di clausura

Nelle stanze del convento saranno esposti anche piccoli oggetti penitenziali: corone di spine realizzate dalle monache, un piccolo flagello e una treccia scura, vero simbolo della scelta di una vita in clausura. Il taglio dei capelli, infatti, significava rinunciare al mondo e per questo le trecce recise erano offerte al Signore.

La sistemazione delle stanze risale al XVIII secolo, ma l’attuale configurazione è frutto della stratificazione di una vita quotidiana che muta nel tempo, pur restando strettamente legata alle regole della clausura domenicana.

Negli stessi giorni sarà possibile acquistare le famose pecorelle pasquali ripiene, realizzate secondo le ricette e con gli antichi stampi del monastero. Un appuntamento da non perdere!

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