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C’è la Notte di San Lorenzo, tutti a guardare le stelle: ecco quello che c’è da sapere

Per vedere le stelle ed esprimere il proprio desiderio, non servono strumentazioni particolari: per farlo al meglio, servono una serata sgombra di nuvole, un cielo buio e un luogo di osservazione lontano dall'inquinamento luminoso

Nella notte di San Lorenzo, da tradizione, si guardano le stelle cadenti. Il motivo è semplice: in origine il 10 agosto era maggiormente visibile lo sciame meteorico delle Perseidi, comunemente noto come “stelle di San Lorenzo”. Quello che non ti sanno, però, è che ai giorni nostri il momento migliore per ammirare il cielo stellato e più avanti di circa due giorni, cioè nella notte tra il 12 e il 13 agosto. Quest’anno il 10 agosto le condizioni per osservare le “lacrime” di San Lorenzo saranno ottimali perché la Luna nuova sarà l’11 agosto e con il cielo più scuro lo sciame di materiale cosmico sarà ben visibile.

Per vedere le stelle ed esprimere il proprio desiderio, non servono strumentazioni particolari: per farlo al meglio, servono una serata sgombra di nuvole, un cielo buio e un luogo di osservazione lontano dall’inquinamento luminoso delle città. Da molti anni, proprio la notte di San Lorenzo cade in concomitanza della manifestazione Calici di Stelle: in molte località di tutta Italia, Sicilia inclusa, si moltiplicano dunque gli appuntamenti che uniscono un cielo spettacolare alle degustazioni di ottimo vino.

A proposito di stelle cadenti…

Le stelle cadenti, in realtà, non sono stelle: si tratta, infatti, di frammenti meteorici che si sono generati dalla disintegrazione di un nucleo commentario originario (una cometa), che formano uno “sciame meteorico”. Quelle di San Lorenzo appartengono al gruppo di detriti chiamato Perseidi e prendono il nome dalla costellazione di Perseo: attraversano l’orbita terrestre durante il periodo estivo e nelle ore di maggiore attività è possibile rilevare circa cento scie luminose ogni ora, a occhio nudo, dalla Terra.

La notte di San Lorenzo non è una tradizione antichissima: a dargli la connotazione con cui la conosciamo, infatti, fu Giovanni Virginio Schiapparelli, un astronomo dell’Osservatorio di Brera, che nel 1862 scoprì la cometa Swift-Tuttle. Questa lasciò la scia dalla quale ha origine il fenomeno che viene anche definito come sciame delle Perseidi.

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