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‘Dionisiaca’: vino, maschere e teatro a Sambuca di Sicilia

Per tre giorni, da giovedì 13 a sabato 15 settembre, Sambuca di Sicilia si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto per il festival tra vino, maschere e teatro

Vino, maschere, teatro, filosofia. Per tre giorni, da giovedì 13 a sabato 15 settembre, Sambuca di Sicilia si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto in occasione di “Dionisiaca“, un festival dedicato alle arti di Dioniso.

Il Borgo dei Borghi 2016 ospita la tre giorni organizzata da un gruppo di grecisti e filosofi dell’antichità delle Università della Sorbonne di Parigi (Centre Léon Robin de recherches sur la pensée antique Sorbonne Université) e dell’Università federale di Rio de Janeiro (Laboratorio OUSIA Università Federale di Rio de Janeiro), in collaborazione con il Teatro L’Idea di Sambuca di Sicilia e con il sostegno tra gli altri de La Strada del vino Terre Sicane e con il patrocinio del comune di Sambuca.

La manifestazione propone la celebrazione del vino attraverso la partecipazione simbolica alla vendemmia, accompagnata da una sfilata carnevalesca lungo il vecchio quartiere saraceno di Sambuca. Non mancheranno, poi, spettacoli teatrali, un convegno scientifico sulle saggezza dionisiache e visite guidate nei siti archeologici di Monte Adranone e Lago Arancio, dove sono tutt’ora visibili le tracce di culti (risalenti al V-III sec. a. C.) per Dioniso e Demetra. Tutti gli eventi di Dionisiaca 2018 sono aperti al pubblico in maniera gratuita.

Demetra e Dioniso sono due divinità strettamente connesse ai culti agrari, ma anche a una forma particolare di conoscenza a carattere iniziatico, capace di dare accesso ai segreti della vita e della morte, legati nei riti eleusini che gli erano dedicati dagli ateniesi durante l’epoca classica.

A proposito di Sambuca di Sicilia

Sambuca di Sicilia è inclusa nel club de I borghi più belli d’Italia, l’associazione dei piccoli centri italiani che si distinguono per la grande rilevanza artistica, culturale e storica, per l’armonia del tessuto urbano, la vivibilità e i servizi ai cittadini. In seguito alla partecipazione al programma di Rai 3 Kilimangiaro – Il Borgo dei Borghi è stata proclamata “Borgo dei Borghi 2016”.

Di origini arabe, per distinguerla dal comune omonimo toscano, prese nel 1863 l’aggiuntivo di Zabut dal nome dell’antico castello così denominato dall’emiro Al Zabut; ma nel 1923 assunse la denominazione attuale.

Fa parte dell’Associazione Nazionale Città del Vino, dell’Unione dei comuni Terre Sicane, del distretto turistico regionale “Vini & Sapori di Sicilia” e dell’Associazione Città del Bio – Cultura del territorio.

Foto di Ennio Gurrera – Opera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento

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