Giorgio Locatelli, il giudice di Masterchef che ama la Sicilia

Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli

Forse non tutti lo sanno, ma l'Isola ha un posto speciale nel suo cuore. Proprio alla cucina siciliana che ha dedicato un apprezzatissimo, Made in Sicily (uscito nel 2011)

Giorgio Locatelli è pronto per entrare nel team di Masterchef 8: prenderà il posto di Antonia Klugmann, accanto agli storici giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Joe Bastianich. Il nuovo giudice è una celebrità a Londra e la sua Locanda Locatelli è tra i locali più apprezzati. 55 anni, nato a Coregeno di Vergiate (un borgo sulla riva lombarda del lago Maggiore), dal 1986 ha iniziato a girare il mondo seguendo la buona cucina, da Parigi a Londra.

Nel 1995, ha aperto Zafferano, primo ristorante italiano a Londra a conquistare una Stella Michelin. Un riconoscimento che si è portato dietro nel 2002, quando insieme alla moglie si è spostato alla Locanda Locatelli.

Ma cosa lega Giorgio Locatelli alla Sicilia?

Forse non tutti lo sanno, ma l’Isola ha un posto speciale nel suo cuore. Proprio alla cucina siciliana che ha dedicato un apprezzatissimo libro, Made in Sicily (uscito nel 2011). Si tratta di un vero e proprio atto d’amore nei confronti di questa terra, una proposta per un turismo enogastronomico di qualità. Il libro è scritto in lingua inglese ed è diviso in sette capitoli dedicati alle ricette: antipasti, verdure, cous cous e zuppa, pasta, pesce, carne, dolci.

A proposito di un soggiorno a Menfi, Locatelli ha scritto:

“…il primo giorno sono andato a fare una passeggiata in paese in cerca di ingredienti… Adesso è la mia routine quotidiana. Ad esempio, compro un giornale, faccio una pausa per un caffè, magari mangio un pasticcino al bar. Poi compro della verdura e un po’ di carne per Margherita, lei è allergica al pesce. Poi, passo da uno dei dieci o dodici fornai a comprare del meraviglioso pane locale. Durante la mia prima vacanza non ho avuto tempo per riempire la dispensa con spezie o condimenti, avevo una cucina ricca di prodotti freschi; naturalmente ho comprato troppo, non si può resistere ai carciofi, ai pomodori, ai peperoni. Avevo sale, pepe e un coltello. Tutto qui. A Londra si vive in modo organizzato, ma in un paese siciliano la lista della spesa non serve, basta uscire e vedere cosa c’è. In un certo senso limita, ma ti fa sentire anche libero e ispirato perché è un modo naturale di cucinare. Gli ingredienti sono in mostra, li vedi, decidi cosa cucinare. Questo è essere siciliani. In questo testo non ci sono cose complicate, gli ingredienti sono così particolari che parlano da soli. Lo comprende solo chi è stato in Sicilia. Se non ci siete stati, dovete assolutamente andare”.

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