Addio Andrea Camilleri: lo ricordiamo con le sue citazioni più famose

Addio Andrea Camilleri. Lo scrittore siciliano si è spento a Roma il 17 luglio. Vogliamo omaggiare un grande maestro con le sue citazioni più famose.

  • Giornalista: “Cosa Le manca della Sicilia?”
    Andrea Camilleri: “U scrusciu du mari”.
  • È un gioco tinto, quello dei ricordi, nel quale finisci sempre col perdere.
  • Lo scirocco è uno dei momenti più belli che possano essere concessi all’uomo, in quanto l’incapacità di movimento in quei giorni ti porta a stare immobile a contemplare una pietra per tre ore, prima che arrivi un venticello. Lo scirocco ti dà questa possibilità di contemplazione, di ragionare sopra alle cose, anche se è un po’ difficile, in quelle circostanze, sviluppare il pensiero che è un po’ “ammataffato”, collosa, come la pasta quando scuoce.
  • Montalbano è meteoropatico, come molti siciliani. Le stagioni oggi hanno perso la strada, una volta erano gente d’onore, si presentavano in modo appropriato. Non c’erano inverni caldi, ma moderati.
  • Distino dell’intelligenti era d’essiri mangiati sempri e comunqui dai cretini cchiù furbi.
  • Adoro chi osa. Odio chi usa.
  • Bisogna guardare la tv portandosi appresso un paracqua ideale che permetta al nostro cervello di restare asciutto e lucido, di non inzupparsi di tutte le informazioni distorte, contraffatte, alterate, finalizzate che ci vengono propinate.
  • È comprovato che gli imbroglioni più grandi sono e più riescono simpatici a tutti.
  • Nisciuna pausa può essere concessa in questa sempre più delirante corsa che si nutre di verbi all’infinito: nascere, mangiare, studiare, scopare, produrre, zappingare, accattare, vendere, cacare e morire.
  • Non voglio morire male, non voglio avere il pessimismo, voglio morire con la speranza che i miei figli i miei nipoti i miei pronipoti vivano in un mondo di pace. Bisogna che i giovani si ribellino… Non disilludetemi.
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