My Fair Lady: il grande musical al Teatro Massimo

Grande successo per il debutto di “My Fair Lady“, il grande musical di Alan Jay Lerner e Frederick Loewe, in scena al Teatro Massimo di Palermo fino al 3 dicembre.

Lo spettacolo è ambientato a Londra, la città della favola della bella fioraia. Tutto il cast, ad eccezione di Giusi Giustino, la costumista del San Carlo di Napoli che coproduce il musical, viene dai teatri del West End londinese.

La regia, firmata da Paul Carran, rende omaggio alla tradizione e al celeberrimo film di George Cukor.

La trama del film

Il professor Higgins, glottologo britannico di fama internazionale, scommette con l’amico Pickering di riuscire a trasformare la povera fioraia Eliza Doolittle in una dama di alta classe, entro sei mesi.

Dopo estenuanti tentativi e un fallimento iniziale, all’ippodromo con tutti i signori più illustri, Eliza viene apprezzata per i modi e l’eleganza dall’alta società londinese. Concluso l’esperimento la fioraia dovrebbe tornare al suo contesto sociale, ma i cambiamenti avvenuti e l’innamoramento verso il suo mentore Higgins, fanno sì che Eliza decida di restare in casa del professore.

Rifiutata da quest’ultimo fugge disperata, e solo allora Higgins si rende conto quanto ella sia diventata importante per la sua vita. Dopo un breve periodo di separazione i due torneranno finalmente a vivere assieme.

Il musical al Teatro Massimo

Atto I

A Londra, in una notte di pioggia, la folla esce dall’opera a Covent Garden. Freddy Eynsford-Hill urta una giovane fioraia, Eliza Doolittle, e le fa cadere i fiori nel fango. Mentre lei lo insulta per la sua distrazione e il colonnello Pickering acquista dei fiori per consolarla, il professor Henry Higgins, esperto di fonetica, prende appunti del modo di esprimersi della ragazza.

Higgins e Pickering, anche lui appassionato di linguistica, si incontrano e Higgins si vanta che riuscirebbe a fare una lady di Eliza in sei mesi di lezioni.
Eliza si presenta in casa di Higgins con i suoi risparmi per prendere lezioni e migliorare le sue prospettive. Higgins accetta la sfida e scommette con Pickering che entro sei mesi la porterà al ballo dove tutti la prenderanno per una nobildonna. Eliza viene a vivere in casa di Higgins e inizia un lungo percorso di lezioni.

Alfred Doolittle apprende che sua figlia vive con Higgins e si presenta a chiedere cinque sterline; Higgins, divertito, lo paga e inoltre lo segnala a un milionario americano come “il più originale moralista d’Inghilterra”.

I difficili esercizi di Higgins ottengono finalmente dei risultati: Higgins decide che condurrà Eliza alle corse di Ascot per un primo esperimento.
Ad Ascot Eliza viene notata da Freddy: tutto va bene, fino a che, nel pieno della corsa, Eliza si lascia trascinare e grida per spronare il cavallo sul quale ha puntato.

Atto II

Sei settimane dopo Higgins decide che Eliza è pronta per il ballo dell’ambasciata. E in effetti Eliza affascina tutti. Dopo il ballo, Higgins e Pickering si congratulano a vicenda, ma sembrano dimenticare completamente Eliza, che si rivolge a Higgins richiedendo la sua attenzione, ma senza risultato.

Eliza sta lasciando la casa di Higgins: in strada trova Freddy, che l’attende da giorni e le dichiara il suo amore. Ma Eliza non vuole più parole, vuole fatti.

Tornata a Covent Garden, Eliza scopre che il padre ha ereditato una somma dal milionario americano e ora, divenuto rispettibile, si trova obbligato a sposarsi con la sua compagna.
Higgings, turbato dalla partenza di Eliza, si reca da sua madre e scopre che la ragazza si è rifugiata lì. Le chiede di tornare da lui, facendole presente che tratta tutti con l’indifferenza che ha riservato anche a lei. Eliza lo ammette, ma non cambia la sua decisione, ed esce di scena.

La stessa sera, Higgins si rende conto di sentire molto la mancanza di Eliza, e riascolta la registrazione del giorno in cui la ragazza è arrivata in casa sua. Ma mentre la voce registrata parla, Eliza, entrando di nascosto, ferma il grammofono e parla. Higgins, riconoscendone la voce, le chiede “Dove sono le mie pantofole?”

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