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“Reflect”: l’artista italo-tedesca EPVS torna a esporre a Palermo

La personale di EPVS è il secondo appuntamento nella nuova sede di Dimora OZ a Palazzo Sambuca. Sarà visitabile dal 14 marzo al 15 aprile 2020, con inaugurazione il 13 marzo, alle ore 19. Il giorno dell’opening, in previsione di una notevole affluenza sarà nostra cura rispettare tutte le normative relative all’accesso alla mostra secondo le attuali normative vigenti.

Lo spazio è diviso in due sezioni, la “Main Room”, generalmente destinata a progetti temporanei, ospita il progetto di EPVS; la seconda stanza che comprende una sezione
studio/permanente.

Il titolo della mostra gioca sul significato ambivalente del termine inglese “Reflect” che può essere tradotto sia con il significato di riflettere, come pensiero o meditazione, sia di rispecchiare, cioè riflettere la luce.

Da questo gioco di parole si coglie la volontà da parte dell’artista di indagare l’animo umano in un rapporto relazionale tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda e l’uomo con il suo io.

EPVS crea, per il nuovo spazio di Dimora Oz, una grande installazione site specific, “Reflect”, formata da una serie di dischi e semi-dischi in acciaio specchiato di diverse misure, dai 20 ai 100 cm, sospesi nello spazio a diverse altezze ed inseriti nelle pareti. Parte dei dischi sono liberi di roteare su stessi creando riflessi di luce, riflettendo da diverse angolazioni parti dell’ambiente e delle persone che ne fruiscono, in un susseguirsi di movimenti lenti e continui.

I dischi possono relazionarsi con lo spettatore inducendo, durante il passaggio nello spazio, a guardarsi e a guardare ciò che lo circonda, in una riflessione tra ciò che vede di sé e di sé con lo spazio in cui si trova; inoltre, quasi come un’indagine psicologico-sociale, si entra in relazione con gli altri in un susseguirsi di confronti e relazioni umane.

EPVS crea, con apparente leggerezza e dinamicità, un confronto con l’installazione che induce a riflettere nell’atto dello specchiarsi, trasferendo all’opera un significato psicologico ma anche emotivo. Io mi guardo, analizzo me stesso, colgo me stesso, la mia parte interiore, il mio spirito.

L’ambiente creato dalla grande installazione ci accoglie ci mette in armonia con il nostro spirito e ci predispone ad un confronto rilassante ed empatico con noi stessi.

I dischi specchianti che si librano nell’aria sottili e lucenti rendono leggero anche il nostro animo, traducendo l’opera in un rapporto tra superficie ed immagine, pensieri ed emozioni, luce e materia. Lo spessore e densità dei pensieri interiori sembra trovare una consistenza materica carica di energia e luce che dal centro si irradia verso l’esterno, come in una stella nascente che propaga la sua forza creatrice nello spazio.

Sabbie, resine, acrilici e foglie d’oro e d’argento utilizzate nelle quattro tele in esposizione e nelle carte della serie “Black Hole” restituiscono efficacemente questa sensazione. L’installazione è accompagnata dal sound & performance di Sebastian Vimercati.

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