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Sorgerà a Partinico, in un terreno confiscato alla mafia,  la prima Food Forest della Sicilia. Come lascia intuire il nome, si tratta di una foresta commestibile, cioè una via di mezzo tra un orto e un bosco, organizzata in modo tale da mettere in contatto diretto produttori e consumatori, senza passare da intermediari. Il progetto nasce grazie alla collaborazione tra due cooperative siciliane, un’associazione svizzera e un ecologo brasiliano. L’idea è scaturita dall’incontro Rafael da Silveira Bueno, studioso di ecologia dell’Università di Palermo e Massimiliano Solano, presidente della cooperativa sociale Valdibella di Camporeale. È stata coinvolta la cooperativa sociale NoE (No Emarginazione), che gestisce dal 1998 un terreno confiscato alla mafia di cinque ettari.

La food forest siciliana, su un totale di 5 ettari, accoglierà alberi da frutto di varietà pressoché scomparse, ma anche piante aromatiche e mellifere, oltre a specie riconducibili alla macchia mediterranea che producono bacche commestibili, dal mirto al corbezzolo, alla rosa canina. Rimarrà la zona destinata all’uliveto, consociato con frassini, noci e piante di asparagi. Un’altra area, invece, permetterà la messa a dimora di 160 piante di avocado e 60 di annona. Ci sarà spazio per maracuja e passiflora edulis, a creare una sorta di isola esotica. La frutta prodotta finirà sul mercato locale, ma viaggerà anche alla volta della Svizzera, dove Crowd Container si preoccuperà di raccontare al produttore finale la storia del progetto.

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