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La trasmissione Mediterraneo di Rai3 ha dedicato un servizio a Borgo Parrini, la frazione di Partinico (PA) ha conquistato notorietà e fama grazie alla sua unicità. Giuseppe Gaglio, mecenate e ideatore del progetto di rinascita, ha spiegato di aver voluto recuperare quei colori dei quali ci si era dimenticati, come il giallo, l’ocra e l’azzurro. Così gli edifici hanno avuto nuova vita, trasformandosi in architetture creative, che strizzano l’occhio alla Barcellona di Gaudì.

La storia di Borgo Parrini inizia nel XVI secolo. I padri del Noviziato dei Gesuiti di Palermo decisero di acquistare alcuni terreni agricoli nei pressi di Partinico. Agli inizi del Settecento, fecero costruire in quei terreni alcune strutture. Dopo la soppressione dell’Ordine dei Gesuiti, nel 1767, la proprietà del borgo passò in mano al principe francese Henri d’Orleans, duca d’Aumale. Il nobile francese creò una florida azienda agricola e, in quei terreni, iniziò la produzione dello Zucco, un vino molto apprezzato nell’Europa del XIX secolo.

A partire dal secondo dopoguerra la popolazione iniziò ad abbandonare il posto, per trasferirsi nelle grandi città. Molti edifici rimasero disabitati per decenni. Negli ultimi anni, grazie all’intuizione di Gaglio e di alcuni residenti, il borgo è rinato.

 

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