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I tessuti e le pelli inutilizzati delle produzioni delle collezioni prêt-à-porter e accessori dei brand del gruppo francese del lusso LVMH, proprietario anche delle maison Dior e Louis Vuitton (tra gli altri), andranno in vendita su una piattaforma. L’iniziativa è sicuramente un passo importante verso un sistema moda più sostenibile e circolare. Si tratta anche di un’ottima occasione per i designer che utilizzano tessuti di deadstock in alternativa ai materiali di nuova produzione.

Che sia un colosso del lusso così importante come LVMH ad avvicinarsi di molto all’upcycling, è fortemente significativo per tutto il settore moda. È un segnale forte a diventare un comparto più circolare e sostenibile. La Francia, patria di LVMH, sta anche esaminando la possibilità di vietare ai marchi di bruciare o distruggere indumenti invenduti. Molti brand di lusso, infatti, preferiscono bruciare o distruggere i capi invenduti per non “sminuire” il valore del proprio marchio. Se questa pratica fosse vietata, più aziende considererebbero l’upcycling e la vendita di tessuti in eccesso dalle produzioni.

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