Esse, le opere 'oscure' di Herman a Palermo - BE shopping
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E’ stato stimato che l’83% delle persone nel mondo vive sotto cieli inquinati dalla luce, che un terzo non vedrà mai la Via Lattea: con Rafael Yossef Herman l’oscurità diventa una tela e, nello stesso tempo, un monito per la salvaguardia dell’ambiente perfetto, un messaggio di sostenibilità che sgorga dalla sua ricerca artistica. Herman ha sviluppato un metodo che usa il buio come fonte di luce, utilizzando la fotografia come supporto. E che proprio per questo, ha portato a un’attenzione più importante verso l’inquinamento luminoso: quelle di Herman, sono opere concettuali alla ricerca di realtà assoluta, scarnificata, non adulterata. In Italia tra i pochi siti in cui c’è un’oscurità naturale ci sono Valle d’Aosta e le Madonie, in Sicilia, non contaminate dall’inquinamento luminoso. E’ nata così ESSE – nella visione grafica, una grande S rovesciata in orizzontale, lettera che richiama l’Isola, ma anche il segno incompleto dell’Infinito, uno sguardo diverso sul soggetto – esposizione che si inaugura con un midnight vernissage alle 00.00 del 22 aprile alla Fondazione Sant’Elia di Palermo dove resterà due mesi, fino al 22 giugno, anticipando le prossime esposizioni a New York, Stoccolma e New Delhi.
Rafael Y. Herman ritorna con una grande personale a Palermo sulla scia del suo ultimo progetto, ancora in corso: l’artista è partito alla ricerca di luoghi selvaggi, remoti, siti non inquinati dalla luce, lontani da centri abitati: cime di montagne, isole più piccole, mare, luoghi comunque vergini, una Sicilia del tutto inedita, invisibile tramite l’occhio nudo carico di immagini del quotidiano. Soltanto in questi luoghi – che divengono sempre più introvabili – Herman riesce a trovare le condizioni per far nascere le sue opere.
La mostra alla Fondazione Sant’Elia è patrocinata dal Ministero della Transizione Ecologica, dal Regione Siciliana, dal Comune e dalla Città Metropolitana di Palermo; specifici appuntamenti sono organizzati in collaborazione con la Fondazione Teatro Massimo e l’Università degli Studi di Palermo.

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