Porto di Palermo, inaugurato il nuovo Cruise Terminal - BE shopping
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Ha comportato un investimento di 40 milioni di euro e un cantiere portato a termine in soli 4 anni: tempistica inusitata rispetto alle medie delle opere infrastrutturali in Sicilia. Adesso che il nuovo terminal crocieristico è pronto a funzionare, Palermo segna un altro passo sul suo percorso di progressivo riavvicinamento al proprio mare.

Questo progetto si inserisce infatti nel piano di recupero del waterfront del capoluogo, portato avanti dall’Autorità di Sistema portuale della Sicilia occidentale: un ridisegno complessivo nel quale si inserisce la rivitalizzazione del porticciolo di Sant’Erasmo, completamente recuperato nel 2019 con lavori durati 9 mesi e che si accompagna a altri prossimi interventi strategici legati alla portualità. Come quello del porticciolo dell’Acquasanta, la riqualificazione della via Crispi, antistante il porto e, soprattutto, i grandi lavori sul molo trapezoidale: struttura, questa, che grazie a un investimento di 24milioni di euro che ha consentito la demolizione di oltre 20mila metri quadrati di strutture fatiscenti e interventi di ricostruzione all’insegna dell’ecosostenibilità, offrirà alla cittadinanza e ai turisti che giungono a Palermo un ambiente totalmente rinnovato, con una passeggiata, una piazza, un lago urbano, edifici con varie destinazioni, incluso un auditorium e un anfiteatro panoramico con 200 posti. Il Cruise Terminal rappresenta quindi un sogno parzialmente realizzato.

“Diventerà completamente realtà nella metà del 2023 – conferma Pasqualino Monti, il manager originario di Ischia chiamato a rivoluzionare la governance dell’area portuale di una città che è per antonomasia ‘tutto porto’, come la definirono i fondatori Fenici, ma che negli ultimi 60 anni ha come voltato progressivamente le spalle al suo mare. “Quando nel 2017 ci insediammo, la stazione marittima di Palermo versava in condizioni fatiscenti, abbandonata e anche sotto sequestro così come lo era l’intera la banchina, per problemi di stabilità – ricorda Monti –  “Da allora è partita un’imponente attività di riqualificazione, realizzata tra tante ostacoli, a cominciare da quelli legati alla pandemia. È stato possibile riaprire il cantiere a fine 2018, far dissequestrare e mettere in sicurezza la banchina e, a tappe forzate, ricostruito totalmente il terminal”.

La nuova stazione dei crocieristi,  si sviluppa sugli stessi tre livelli del progetto originario di stile razionalista, risalente al 1950. La sua rifunzionalizzazione, firmata dall’architetto Salvatore Caronia Roberti, non ha modificato l’aspetto esteriore dell’edificio, ma ha del tutto riconfigurato i vasti spazi interni, riservando particolare attenzione – informano dalla Port Authority – al controllo microclimatico degli ambienti e al risparmio energetico. Vi funzioneranno due bar, uno a piano terra l’altro all’ultimo piano, mentre un grande ristorante, dalla forma sinuosa, si svilupperà sulla copertura della stazione marittima. Oltre alla banchina, anche tutta l’area circostante è stata migliorata con una precisa collocazione a tutti i servizi utili a chi sbarca.

“Ci siamo impegnati per restituire al porto una nuova anima legata al cuore della città, alla sua storia, alla sua cultura – dice Monti, nel corso della presentazione seguita al taglio del nastro, alla quale erano presenti anche il presidente della regione Nello Musumeci, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il presidente di Assoporti Rodolfo Giampieri e, tra gli altri, Giovanni Onorato, chief executive officer di MSC Crociere, Mario Zanetti, direttore generale di Costa Crociere e la presidente di West Sicily Gate  Francesca Isgrò.

Questa operazione – continua Monti – “non consiste solo nel recupero di una stazione marittima al centro del porto, ma anche e soprattutto nella realizzazione di infrastrutture essenziali:  “abbiamo infatti provveduto a dragare i fondali, a salpare il molo sud e a collocato il dolphin (l’installazione fissa che consente l’appoggio e l’ormeggio delle navi, ndr) al molo Vittorio Veneto. Inoltre abbiamo rimosso i bacini di carenaggio che rendevano difficili le manovre dei colossi del mare”. Proprio le navi da crociera – spiega “oggi possono approdare con sicurezza al molo Sammuzzo, una banchina di circa mezzo chilometro sulla quale non riusciva ad attraccare neanche un peschereccio e che oggi abbiamo funzionalizzato”. E ad oggi i progetti ultimati includono anche l’attrezzato terminal per gli aliscafi verso le isole minori.

Tutte opere finalizzate a aumentare il traffico delle navi da crociera. Un comparto turistico, questo, che torna a crescere dopo due pesanti anni di pandemia. A Palermo nel 2019 erano stati totalizzati 200 accosti di grandi navi. Quest’anno, malgrado le incertezze legate all’andamento dei contagi, il numero è salito a 302. Risultati che – sottolinea Monti – portano a conquistare ulteriori quote di mercato con conseguenti prospettive occupazionali”. La nuova infrastruttura del porto palermitano accoglierà navi sempre più grandi, moderne, a trazione ibrida, cioè dotate di propulsione elettrica per le manovre di avvicinamento e di ingressi nei porti.

“Queste innovazioni ci spronano a proseguire un percorso già avviato e consolidato con Palermo e la Sicilia, come mete della nostra offerta crocieristica”- ha detto Mario Zanetti, direttore generale del gruppo Costa Crociere.  Una prospettiva promettente per l’intero settore turistico siciliano: “I flussi dei crocieristi che sbarcano nelle città tendono infatti a tornarvi con vacanze più lunghe e diversificate”, aggiunge Giovanni Onorato, chief executive officer di MSC Crociere.

Malgrado le enormi problematiche che la nuova amministrazione di Palermo si troverà presto a fronteggiare, il terminal riqualificato del molo Vittorio Veneto diventerà una grande piazza urbana e luogo d’accoglienza per un flusso di crocieristi valutano nell’ordine dei 2 milioni di presenze all’anno”.

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