Astrafe festeggia i suoi primi 30 anni - BE shopping
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Astrafe festeggia i suoi primi 30 anni a fianco dei pazienti trapiantati. L’associazione da sempre impegnata nel promuovere la cultura della donazione e del trapianto, è stata fra coloro che a metà degli anni ’90 si sono impegnati in prima fila per permettere la nascita di ISMETT, il centro trapianti nato a Palermo grazie ad una partnership internazionale fra la Regione Siciliana ed il centro medico dell’Università di Pittsburgh. Un’incontro con l’assocazione per raccontare questi primi 30 anni di attività è stato organizzato ieri, 6 luglio, presso Stand Florio. Un incontro con i pazienti che in questi anni hanno ricevuto il dono del trapianto che è sfociato in una vera e propria festa.

“All’inizio degli anni ’90 – spiega Salvatore Camiolo, presidente di Astrafe – i pazienti erano costretti a partire per il Belgio, la Francia o nei migliori dei casi andare nei centri del Nord Italia. Il nostro impegno era incentrato sul trovare loro una sistemazione, aiutarli a parlare con i centri trapianti. Per questo abbiamo lottato insieme ad alcuni epatologi di Palermo, primo fra tutti il professore Luigi Pagliaro che all’epoce dirigeva il reparto di Epatologia dell’Ospedale Cervelo ed il dr Ugo Palazzo, per far nascere ISMETT”.

A raccontare la propria esperienza anche alcuni pazienti. Fra questi Daniela Gentile e Virginia, la sua meravigliosa bambina che lo scorso mese di febbraio è stata trapiantata ad ISMETT grazie alla donazione di parte del fegato della sua mamma. “Quando mi hanno detto che Virginia stava male – racconta Daniela – ed aveva necessità di un trapianto è stato per me un momento drammatico ma la notizia di poter rivolgermi ad un centro vicino casa, nella mia città, accanto ai miei affetti più cari è stata contemporaneamente una boccata d’ossigeno. ISMETT per me, per noi, è diventata una seconda casa ed Astrafe in tutti questi anni è stata un punto di riferimento per tutti noi”.

Attualmente Astrafe opera all’interno di ISMETT dove accoglie i pazienti grazie ai suoi volontari ed ai ragazzi del Servizio Civile. “Cerchiamo – spiega ancora il sig. Camiolo –  di portare avanti progetti di umanizzazione e supportiamo quei pazienti che vengono da altre nazioni e che fanno lo stesso viaggio che prima facevano i pazienti siciliani. Pazienti che vengono dall’Est Europa, come Kossovo o Romania, o dai paesi del Mediterraneo, come Marocco o Libia, che non hanno i soldi per poter avere un alloggio. Ecco sono molto fiero nel dire che nessun paziente che viene curato in ISMETT ha mai dovuto dormire in auto, abbiamo sempre intercettato i bisogni dei pazienti trapiantati ed abbiamo cercato di dare tutto il supporto necessario”.

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