Il Festino della Rinascita. Così si presenta la nuova edizione della festa della Santuzza - BE shopping
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Tutte le energie della città, delle istituzioni e della comunità, chiamate in raccolta per celebrare la principale festa religiosa e popolare di Palermo. Sarà un Festino corale, questo della 398esima edizione. Un ‘canto contro la peste’, quella che oppresse il capoluogo siciliano a partire dal maggio del 1624, per essere debellata grazie all’ intercessione di Rosalia Sinibaldi, diventata a seguito di questo miracolo la santa patrona della città.

“Questa edizione rappresenta una sorta di primo test per l’edizione del quattrocentesimo compleanno del Festino” – spiega a Be Shopping Maurizio Carta, coordinatore del comitato artistico istituzionale – “Il gruppo di lavoro che abbiamo messo insieme è riuscito a realizzare in tempi brevissimi un programma molto denso, che affida alla musica il messaggio salvifico di superamento della pandemia”. Dopo due anni di sospensione, il Festino torna così a ‘incendiare’ le tante e sfaccettate anime di Palermo, laiche e religiose, con l’immancabile sfilata trionfale del carro della ‘Santuzza’ lungo il Cassaro la sera del 14 luglio. Un percorso di 9 stazioni, quello dell’amato monumento su ruote, che, come di consueto, partirà da Porta Nuova/Palazzo Reale per fare tappa dinanzi alla Cattedrale e allungarsi verso i Quattro Canti, l’incrocio con la via Roma e, ancora, fino alle Mura delle Cattive. Tappa finale il Palchetto della Musica antistante la villa a mare di via Cristoforo Colombo, per l’ultimo saluto musicale prima degli attesissimi fuochi d’artificio. Davanti al carro, in prima fila per l’intero percorso, sfileranno medici, infermieri, forze dell’ordine, protezione civile e la Croce Rossa: gli eroi di questa pandemia che fa ancora tribolare, ai quali il Festino vuole tributare un segno di riconoscenza. “Vogliamo riconquistare il ruolo di traino di questa città in una dimensione più vasta, avendo cura delle sue fragilità e problematiche così come delle sue grandi potenzialità. C’è tanto da lavorare, soprattutto sulla strada lunga e impervia delle diseguaglianze. La cultura è l’unico vero progetto salvifico per le future generazioni. L’invito che rivolgiamo alla città è di essere uniti per migliorarla anzitutto sul fronte dei servizi”, dice il sindaco Roberto Lagalla. Il governo comunale è impegnato sin da subito a dare primi segnali importanti, a cui seguiranno quelli che presuppongono analisi e progettazioni più lunghe e complesse. E uno di questi è proprio l’armonia e l’entusiasmo che sta caratterizzando questo festino. La triplice invocazione, “viva Palermo e Santa Rosalia”, sarà modificata: ci saranno altri due soggetti, diversi in ciascuna delle edizioni a partire da questa 398esima, che divideranno l’invocazione con il sindaco. Un festino inevitabilmente low cost. “Complessivamente il budget non supera i 250 mila euro”, specifica Lagalla. Per Palermo mi aspetto e auspico una risposta corale, da parte di tutti i cittadini, perché i problemi da fronteggiare sono complessi e richiederanno tempo e l’impegno di tutti”. L’appello dell’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, sintetizza il senso di questa manifestazione sopratutto dopo quasi 3 anni di impatti psicologici, relazionali economici e sociali, causati dal Covid: “Non può e non deve essere una ragione di evasione, di alienazione. Ma una festa autentica dentro un ritrovato senso di comunità, un inno di liberazione e di rinascita di questa nostra città, amata da tutti tranne da chi vuole tenerla in schiavitù”.

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